STORIA & TRADIZIONI

Quelli di un tempo, non facevano nemmeno in tempo a conciare la pelle, come si asciugava, dopo che gliela davano, e si mettevano le cose. Ci tenevano che dovevano partecipare. I macellai, prima, era già molto se uccidevano un agnello alla settimana. Nel periodo di Natale, dalla festa dei morti, la gente mangiava più carne, si ammazzavano più agnelli, e c’erano più pelli. C’erano dei macellai che te la davano e c’erano quelli che non te la volevano dare. Allora si vendeva tutto, anche le pelli d’agnello.
In casa era difficile che si ammazzasse un agnello, perché lo dovevano vendere: c’era la miseria. Si dovevano fare le scarpe, di dovevano fare i vestiti. Il macellaio, poi, tanti agnelli non ne poteva uccidere, perché gli potevano restare. Adesso c’è il congelatore, prima non c’era niente. Si andava a temperatura ambiente e allora si limitavano, anche perché sapevano, più o meno, quanti ne vendevano.
Una volta che si mettono le canne nella pelle, si legano. Il fiato non deve uscire da nessuna parte, quindi ogni cosa, che viene messa nella pelle, deve essere legata con lo spago. Al “collo” io ci ho messo la fascetta, ma alle 2 zampe, dove c’è il “totaro” e la canna piccola c’è lo spago.