STORIA & TRADIZIONI

Ai miei tempi, c’era un prete, che alla festa di Natale, voleva sentire le zampogne: se le metteva tutte intorno. Era una cosa tremenda: si festeggiava. Questo, la sera della Vigilia, perché il Bambino nasceva a mezzanotte. Poi i! venuta la guerra ed è nato alle 10,00, è nato alle 8,00 o non è nato per niente. Il periodo della guerra è stato, per noi, un disastro.

. I fedeli cantavano insieme a voi zampognari?
Giuseppe: Sì, cantavano la “novena” di Natale. Cantavano insieme a noi: “Tu scendi dalle stelle o Dio beato… qualora che tu sei nato!”. Si faceva la “battuta” uguale. Nella chiesa solo questa canzone si cantava. C’era una donna, che si chiamava “Massarella”, che cantava forte: la gente si tappava le orecchie quando cantava.

. Quando s’iniziavano a costruire le zampogne?
Giuseppe: Sempre un mesetto prima. Si sentiva “vi vi, vi vi”. Ci si riuniva tra amici, ma più di tutto eravamo noi di famiglia. Ti sentivi 7, 8 persone: il nipote, il grande, il piccolo. Sentivi il piccolo che diceva: “Anch’io devo suonare!”. Noi costruivamo 6, 7. zampogne. Quello che era piccolo, ma attivo, intelligente, imparava a suonare “ti ti, ti ti”. Prima col flauto e il giorno appresso voleva suonare la zampogna. Era un flauto, non aveva l’ancia, si portava la “battuta” con la lingua.

. Il bambino imparava con un flauto simile alla “calamita”?
Giuseppe: Sì, imparava a suonare con il flauto a 3 fori. Quello che era attivo, ascoltava e poi “ti ti, ti ti”. lo ero il maestro dei bambini: venivano i figli dei parenti, degli amici.
Una decina di giorni prima si organizzavano, 6,7 da una parte, 6, 7 dall’altra.