STORIA & TRADIZIONI

La torre a due piani con loggetta superiore poteva essere alta dodici
metri. Le fondamenta reperite dopo la demolizione erano su creta, mentre le volte erano robustissime.
Le mura circondavano le case di varie famiglie note sul posto, attraverso il vicoletto S. Giuseppe e la parte chiamata tuttora Portella.
Proseguendo per altre case di privati, si arriva alla strada del castello e
si passa sotto la chiesa madre, fino a giungere alla casa del Procaccini
e di sua zia che si congiungevano alla torretta. In pratica si poteva considerare come una fortezza, al di là della decadenza o demolizione delle
mura risalente probabilmente ai tempi di Re Ruggero e Re Federico II,
se non ai tempi della conquista di Roberto il Guiscardo nel 1056.
97Non è difficile immaginare che i vicoli e le strade così stretti permettessero una facile difesa.Tali costruzioni con qualche modifica o adattamento son rimaste più o meno le stesse. Molto tempo dopo, fra esse,
venne edificata la casa comunale. L’altro fabbricato vicino alla chiesa,
era la residenza del duca di Bovino, fatta costruire da Giovanni di
Guevara III, nel 1636.
Questa casa per molti anni è stata la sede dell’asilo infantile. Dove
c’era la torretta, attualmente proprietà dei Grimaldi, era stata aperta una
porta. Da un corridoio si accedeva a corso Margherita, in cui poteva
esserci una delle aperture segrete: in essa c’era una feritoia al centro
della volta di fronte, e un’altra alle spalle di chi si trovava nel corridoio.
Durante la demolizione era stata trovata una grossa trave come quella