STORIA & TRADIZIONI

di Porta Castello.
Sopra l’entrata della torretta c’era scritto il verso virgiliano “Pan curat
oves oviumque magistros”.
Nel piccolo spazio della torretta verso il 1860 c’erano delle botteghe ed
osterie. Il materiale scavato per fare le fondamenta delle mura e della
torretta era stato gettato ove c’è attualmente il mercato, producendo in
inverno una notevole fanghiglia tale da render arduo il passaggio.
Anziché chiamarlo castello come comunemente si usava, il termine più
adatto è senz’altro torre di vedetta, essendo questo il suo vero uso.
Situato sopra una roccia, ove adesso si trova eretto il rudere, una volta
serviva appunto da vedetta e per segnalazioni, dominando tre valli.
Sotto il viceré di Napoli, Pietro di Toledo, risale tale costruzione,
all’anno 1534. Questo viceré fece infatti costruire torri in gran parte del
territorio, servivano a difendersi dalle incursioni dei turchi e per avvisare i paesi vicini. Per mantenere i costi del presidio il viceré si basò
sulle rendite fornite in vari modi dai cittadini. I turchi furono poi sconfitti nel 1571 nella battaglia di Lepanto.