STORIA & TRADIZIONI

d) I fori della “calamita” sono tre, sia per sottolineare la trinità (pagana in questo caso) nella sua essenza, sia per evidenziare la minorazione che l’inverno presenta rispetto alla primavera (che avrebbe un flauto normale a rappresentarla). A San Giovanni Rotondo conservano ancora un flauto fatto di tre flauti, legati da un triangolo di legno posto centralmente. Il pastore del “Calvaruso”, zona in tenimento di San Marco in Lamis, molto frequentata dai Sangiovannesi, lo suonava probabilmente in onore delle tre fate del Gargano (che si incontravano al “Calvaruso), quella di San Giovanni (alta e bionda), quella di San Marco (castana e media) e quella di Rignano (bruna e bassa). Sia il flauto ternario che le tre fate del Gargano, si ritrovano al “Calvaruso”. Niente di più facile che ogni flauto dei tre corrisponde ad una fata. Alla fata sangiovannese corrisponderebbe quello con sette buchi, a quella sammarchese quello con cinque buchi, alla fata rignase quello con tre. Perché quella di Rignano avrebbe il flauto con tre fori? Perché a Rignano il sole tramonta. Lo stesso vale per Panni. Per quale motivo i Pannesi nei secoli si sarebbero ostinati a conservare una zampogna e un flauto con soli tre fori, molto limitato musicalmente? L’unica risposta potrebbe essere: perché lo voleva la tradizione.
e) Il “totaro” ha lo “zampognone” (ancia grande), la “calamita” la zampognella”. Anche qui è chiarissima la divisione maschio-femmina.
f) Il “totaro” strumento-bastone, rappresentante l’elemento fallico maschile, si inserisce, come hanno fatto i Dogon dell’Africa settentrionale nelle loro rappresentazioni, nella zucca, che è una rappresentazione del [CENSORED] femminile. Quindi anche qui c’è l’accoppiamento che spinge la natura ad essere prolifera, abbondante, ricca, perché gli uomini potessero ricavarne il necessario per il sostentamento.
g) La zampogna di Panni, fatta realmente di canne, ci riporta al flauto di Pan, alla siringa, detta anche zampogna. Questo sta ad indicare che il flauto è un parente stretto della zampogna, non a caso a Panni il flauto sostituisce la ciaramella, che è a tutti gli effetti una zampogna. Non esiste quindi una grande distinzione fra zampogna classica di dio Pan, fatta di canne e la zampogna con l’otre (almeno nell’ambito della mitologia).


Commenti

STORIA & TRADIZIONI — 1 commento

  1. Credo nell’anno 1960/61 ci fu un terremoto che ricordo caddero due blocchi di pietra situati in cima, ne rimase uno un pò in bilico, effettivamente all’apparenza pericolante. In quel tempo, il noto maestro Gerardo Rainone era vice sindaco a Panni, ricordo la scena, fece legare una lunga corda dalla cima del castello al gancio posteriore del camion di…. non ricordo il nome ma so bene che era il papà di Vera, mamma di Michele Lapolla titolare dell’Old Garden. Ebbene questo camion, tira tira ma niente da fare il blocco non si spostava le ruote posteriori si alzavano da terra ma la pietra non si muoveva. Non ricordo bene un particolare, all’impresa partecipò fisicamente Glardin (ciculicch) che si arrampicò fin sopra la torre per agganciare la corda per il camion e mi pare che ritornò su perchè voleva buttare giù il pericolante blocco di pietra

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