STORIA & TRADIZIONI

costruzione

Per spiegare come si costruiscono le zampogne è stato intervistato Francesco Capobianco, nato a Panni nel 1931
Francesco: In campagna trovo la canna che è adatta a fare la zampogna. Ci vuole la canna maschile che è più dura. C’è il terreno dove canna viene fragile e c’è il terreno dove esce la canna forte, che sembra un legname. E’ dura e intona di più. Con quel tipo di canna puoi fare sia la piccola che la grande, tutte e tre le

cose. Con le canne morbide, che escono da quel terreno, non puoi fare niente. Stonano e si rovina tutto. La piccola si fa da nodo a nodo, quella grande col ferro si buca. C’è molto da fare. A volte buchi la lunga, ci metti la “zampogna” dentro, l’ancia, diciamo così e non intona e va sostituita, perché la devi accordare con l’altra. La piccola è la stessa cosa; la fai e pare che suona bene, poi ci metti la “calamita” e non va bene: quelle 3 note non escono nemmeno. Vanno fatti molti tentativi; sembra niente costruire, ma è difficile da fare.
Come prima cosa le 2 canne si provano, perché devono essere accordate, cioè lo “zampognone” grande col “totaro” e la piccola, con la “calamita” e con la “zampognella” piccola, l’ancia piccola.
Si vede se intona la zampogna, se mantiene bene. Il costruttore si accorge di queste cose.
Alla canna piccola si mette la “zampognella”, l’ancia piccola. Quella che va al “totaro”, che è più grande, fa un altro suono. Quando la soffi, non si devono fermare, né l’una, né l’altra. Prima però bisogna accordare.