STORIA & TRADIZIONI

Si vede se il “totaro”, che è la nota fissa, “corrisponde” ai 3 buchi o non. Non è facile: se ne fanno di prove con canne diverse.
La pelle si prepara prima” la pelle d’agnello. La pelle prima si asciuga, poi si lava, si porta al pellaio. Se la fa lui dura di più, se si fa così, come fatto provvisorio, dura di meno. Chi la concia, la deve saper trattare. La pelle, il sacco deve essere tutto intero. L’agnello lo si scanna più verso la testa, così il “collo” resta lungo. Poi si prende dalle 2 cosce di dietro, la pelle, e si tira, a sacco, fino ad uscire dalla testa. L’agnello lo si gonfia per togliergli la pelle. Prima c’era una cannuccia (una bacchetta), si faceva un buco alla zampa di dietro, s’infilava la cannuccia, si soffiava e si spellava.
Le zampe di dietro non servono. Le 2 zampe d’avanti servono perché da una parte va una canna e dall’altra l’altra canna. Al “collo” si mette l’affare che si soffia. Se il suonatore è mancino mette la canna piccola a sinistra, se è destro la mette a destra. E’ la piccola, la canna più importante, perché è con quella che devi suonare.
Con la mano sinistra si tiene il “totaro” e con la destra si suona. Chi è mancino mette tutto al contrario. C’era gente che la teneva così.