STORIA & TRADIZIONI

Però, generalmente, erano i grandi quelli che suonavano.
lo stavo sempre col coltello in mano, a costruire zampogne. Mozzavo canne e quando ci riuscivo mi dicevano: “Bravo l’hai saputa fare, tienitela cara cara!”. Poi succedeva che ficcavo un’altra volta il coltello e rompevo la “linguetta”. Ci si divertiva.

. La mattina della Vigilia si andava già suonando per le strade?
Giuseppe: No. Si andava la mattina dopo. Si suonava la sera della Vigilia, quando nasceva il Bambino. La mattina dopo, si girava per il paese: la gente gridava, volevano la bellezza del suono della zampogna nella casa. Dicevano che veniva l’angelo nella casa. Volevano sentire e poi ci regalavano il soldo, la “pettola”, la castagna, la mela: portavamo il “panaro” e giravamo. . Hai detto che arrivava l’angelo, che significa?
Giuseppe: Significa che era la “pastora” natalizia, perché era nato il Bambino. Secondo la tradizione entrava l’angelo: era una specie di benedizione. Nessuno chiudeva la porta. L’aprivano per far entrare gli zampognari, ben volentieri. Fac’evano una bella sonatella, davano gli auguri: era arrivato il giorno di Natale. Il paese era pieno di zampognari; si sentivano suonare fino a mezzogiorno. Era una cosa fenomenale. Si festeggiava. I bambini di 4, 5 anni, tiravano con la mano i genitori, perché volevano uscire a vedere gli zampognari. Era un divertimento. Dicevano: “Vieni qua che il bambino vuole sentire!”. Quello andava e si faceva la suonata. C’erano, con gli zampognari, anche quelli che suonavano il flauto.